Un cappello pieno di spine

SEZIONE SPECIALE: Un’analisi operante nell’insorgenza del disturbo da gioco d’azzardo Relazioni tratte dal seminario del 13/6/2014 – presso la sede della Caritas Ambrosiana a Milano.

ALEA e AND-Azzardo e Nuove Dipendenze nel mese di giugno hanno chiamato a raccolta 81 operatori professionali in un interessante seminario di studi. In questa sezione speciale, si trovano molti dei contribuiti presentati dagli oratori invitati. Tema del seminario è un aspetto poco approfondito del gioco d’azzardo: il condizionamento operante, già messo in relazione con il gioco d’azzardo nel secolo scorso da Frederic Bhurrus Skinner, lo psicologo che lo ha teorizzato. Abbiamo analizzato il ruolo del condizionamento operante da tanti punti di vista: da quello della psicologia, dell’antropologia, della sociologia, della neurobiologia, della cibernetica, e della psichiatria. L’argomento trattato nel seminario è originale perché ribalta le responsabilità rispetto alla patologia dell’azzardo.

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La fatica di normare il gioco d’azzardo lecito in Italia, tra bisogni di salute e conflitti di interesse

Casinò PalaceCommento tecnico-scientifico sugli aspetti inerenti il GAP contenuti nel Decreto Balduzzi

Con la conversione in legge dell’otto novembre u.s., il decreto n. 158, comunemente denominato anche come decreto salute o decreto Balduzzi, assume una strutturazione definitiva, incorporando diversi emendamenti proposti durante il lavoro parlamentare. Il decreto assume particolare importanza per quanti operano nel campo dello studio, della prevenzione, cura e riabilitazione dei problemi correlati al gioco d’azzardo patologico in quanto rappresenta il primo atto emanato dal Ministero della Salute su questa importante tematica di salute pubblica. ALEA, di comune accordo con AND, ha predisposto un documento analitico, reperibile sul sito delle due associazioni, per formulare alcune considerazioni sulle parti del decreto che direttamente intervengono in materia di gioco d’azzardo, in particolare gli Artt. 5 e 7, i cui punti principali sono di seguito trascritti.

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Women who gamble. A group clinic experience through the circus metaphor and other stories

Presentazione AND - ALEA alla 9th European Conference on Gambling Studies and Policy Issues, 19/21 settembre 2012,  Loutraki. Greece - Fulvia Prever AND (Azzardo e Nuove Dipendenze), ALEA - Valeria Locati AND (Azzardo e Nuove Dipendenze)

L’obiettivo di questo lavoro è di mostrare l'impatto del gioco d’azzardo femminile in Italia, le sue principali caratteristiche, le cause della sua escalation, e la pesante ricaduta sulla famiglia e la società. Partendo dall’analisi della ristretta letteratura sull’argomento e dalle osservazioni cliniche delle autrici, viene descritto il processo terapeutico a orientamento sistemico di un gruppo aperto, con particolare attenzione alle relazioni nel gruppo.

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Recensione a "Addiction by Design" di N. Dow Schüll

(tratta da La Scommessa, febbraio 2014). N. Dow Schüll; Addiction by design. Machine gambling in Las Vegas. Princeton NJ 2012: Princeton University Press. 12 + 442 pagine. ISBN 978-0-691-12755-2.

Natasha Dow Schüll è professore associato al MIT (Massachusetts Institute of Technology). Ha fatto un soggiorno di studio di molti anni a Las Vegas, per studiare le macchine da gioco. Ne ha una visione in parte diversa, da quella di sociologi, psicologi, economisti, psichiatri, che pure ne hanno scritto. La versione di un’antropologa. Che cosa inchioda certe persone a certe macchine, al punto da dimenticare la loro stessa vita? L’autrice interroga parecchi giocatori, ma ricerca anche nella storia delle macchine da gioco, e del business che vi sta dietro.

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Valutazione di esito di un gruppo di giocatori d’azzardo patologici, malgrado le cure

“… la semplice idea che la malattia di cui soffriva Nataŝa non poteva esser loro nota, come non può esser nota nessuna delle malattie da cui è colpito ogni uomo vivo; ogni uomo vivo infatti ha le sue peculiarità e ha sempre una malattia speciale e sua propria, nuova, complicata sconosciuta alla medicina.” (L. Tolstoj, Guerra e pace, Libro terzo, cap. XVI)

Occuparsi della terapia di un disturbo porta necessariamente a focalizzare lo sguardo sul particolare, sul caso singolo: l’atteggiamento che ci guida è quello di definire la giusta alchimia terapeutica per la persona sofferente che si rivolge a noi. Parallelamente, l’atteggiamento scientifico, cui la medicina e la psicologia dovrebbero tendere, ci obbliga a sollevare lo sguardo e analizzare gli effetti del nostro operato in modo da valutarne l’appropriatezza, come suggerisce Skinner: “Certamente la scienza è più che un insieme di atteggiamenti, è anche la ricerca di un ordine, di certe uniformità, di relazioni tra gli eventi della natura, basate su leggi costanti. Essa ha inizio, come tutti noi sempre iniziamo, con l’osservazione di episodi singoli, ma passa poi rapidamente alla regola generale, alla legge scientifica” (Skinner, 1953).

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Terapia di gruppo con Giocatori d'Azzardo Patologici e familiari: risultati a 3 anni di trattamento

Il Centro di Terapia di Campoformido (UD) è nato dall’esigenza di trovare una strategia terapeutica che aiutasse le famiglie e consentisse ai giocatori d’azzardo di raggiungere e mantenere l’astinenza dal gioco d’azzardo a lungo termine. All'interno del gruppo attraverso l’interpretazione e lo specchiarsi l'un l'altro, sotto la guida dello psicoterapeuta (Rolando De Luca), si giunge a comprendere che la dipendenza non è più un elemento centrale del percorso terapeutico, ma solo il punto di partenza. I vissuti attraverso il dialogo, portano a cambiamenti che vanno a incidere e modificare significativamente il presente e il futuro dei partecipanti. Infatti non è sufficiente interrompere l’intervento dopo pochi mesi, quando il sintomo appare azzerato e sotto controllo; per intervenire in situazioni così complesse i gruppi devono avere una pratica terapeutica comune  lunga. Le ricerche già pubblicate legittimano l’intervento, poiché si osserva sia una riduzione dell’ansia, depressione, impulsività e ostilità, che una modificazione caratteriale.

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Giocare con le parole, azzardare con la cura

paroleLe parole sono importanti. E' anche attraverso di esse che il mondo acquista senso. E questo senso può cambiare anche a seconda di termini che usiamo per descriverlo. Manipolare la semantica dunque può dare luogo alla modificazione della realtà percepita e la storia delle parole usate nel nostro paese negli anni scorsi per descrivere il gioco d'azzardo, e persino il gioco d'azzardo patologico, riservano sorprese interessanti.

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Gioco d’Azzardo Patologico e Doppia Diagnosi: follow up in un gruppo di giocatori trattati

La ricerca sui trattamenti e sulla valutazione dell’esito nei Giocatori Patologici presenta alcuni problemi metodologici:

  • La maggior parte dei modelli eziologici per lo studio dei giocatori patologici proviene da studi sulle dipendenze da sostanze.
  • Gli studi spesso sono poco rappresentativi  del gruppo più ampio dei giocatori patologici ( ad esempio molti migliorano o guariscono da soli).
  • Vi sono poche informazioni sull’efficacia di approcci terapeutici diversi dal metodo CBT.
  • E’ stata presa scarsamente in considerazione il tema della comorbidità con altre disturbi del DSM IV nella risposta al trattamento.
  • Spesso i disegni di ricerca sui giocatori patologici sono deficitari.

(Peter. E. Nathan, Journal of Gambling Studies, vol 21, N° 1, Spring 2005)

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Il mercato dei comportamenti a rischio tra politiche e ingenuità

I fatti
Il 16 ottobre scorso la campagna Mettiamoci in gioco 1 (MiG) e Sistema Gioco Italia (SIG), ovvero gli industriali del gambling, firmano a sorpresa un protocollo di intesa. Ad essere colti di sorpresa non è solo il mondo dell’informazione e del sociale, ma anche molte delle stesse realtà che costituiscono il cuore pulsante di MiG. I vertici di diverse associazioni, ad esempio Alea, uno dei soggetti fondatori, Libera e Auser, dichiarano di non essere stati consultati prima della firma e di non aver potuto discutere adeguatamente il testo dell’accordo. Se il comunicato stampa di MiG che ne dà l’annuncio lascia di stucco, il testo firmato raggela

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  • Il gioco è un suicidio senza morte.
    André Malraux La condizione umana, 1933

  • Il giocatore d'azzardo quanto più è bravo nel suo mestiere, tanto più è disonesto.
    Publilio Siro, Sentenze

  • Il poker consente di dimenticare tutto, compreso il fatto che non possiamo permetterci di giocare.

    Philippe Bouvard

  • Nessun cane può correre così veloce come i soldi che scommetti su di lui.

    Bud Flanagan

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